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Speciale JOBS ACT

Come cambiano gli ammortizzatori sociali

Gli ammortizzatori sociali in costanza di lavoro vengono estesi a tutte le imprese che occupano più di cinque dipendenti, compresi gli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante.

Cassa integrazione

Lo stesso decreto dispone alcune semplificazioni nella procedura di accesso alla Cassa integrazione. In particolare, le domande dovranno essere inviate entro 15 giorni dall’avvio della riduzione o sospensione, saranno valutate e autorizzate direttamente dall’Inps e le prestazioni dovranno essere conguagliate entro sei mesi dalla fine del periodo di cassa integrazione. Anche la consultazione sindacale è stata notevolmente semplificata: - all'atto della richiesta non è più necessario per l'impresa comunicare i criteri di individuazione dei lavoratori da sospendere e le modalità di rotazione;
- circa i criteri di scelta e di rotazione dei lavoratori, la congruità dei criteri è valutata in relazione alla coerenza con le ragioni per cui viene richiesto l’intervento;
- le norme sulla rotazione e le relative sanzioni sono state abrogate e sostituite con misure applicabili in caso di mancato rispetto delle modalità di rotazione concordate nell’esame congiunto.

Anche con riferimento alle domande relative al maltempo, le tempistiche ravvicinate di presentazione delle domande (entro 15 giorni dall’inizio dell’evento che ha determinato la sospensione) richiedono che l’azienda comunichi tempestivamente all’ufficio paghe CNA le giornate nelle quali si sono verificati tali eventi.
Il decreto rivede la durata massima della Cassa integrazione: per ogni unità produttiva la cassa integrazione ordinaria e la cassa integrazione straordinaria non possono durare, nel complesso, oltre i 24 mesi in un quinquennio mobile.
Utilizzando il contratto di solidarietà tale limite può essere aumentato fino a 36 mesi nel quinquennio mobile.
Nel settore edile, il limite massimo di utilizzo della cassa integrazione è di 30 mesi.
Il nuovo sistema della cassa integrazione prevede un meccanismo di responsabilizzazione nell’utilizzo dello strumento di sostegno al reddito, introducendo da un lato, un contributo addizionale crescente in relazione all’utilizzo, dal 9 al 15%, fatto salvo gli eventi oggettivamente non evitabili; e, dall’altro, una riduzione generalizzata del contributo ordinario su ogni lavoratore, del 10%.
Pertanto, maggiore è l’utilizzo della cassa integrazione, più aumenta il contributo addizionale dovuto all’Inps.
Nell’ambito di un periodo di cassa integrazione non saranno autorizzate sospensioni a zero ore per tutti i lavoratori. Tale divieto non è applicato alla Cigs per i primi ventiquattro mesi di entrata in vigore del decreto.

La cassa integrazione straordinaria potrà essere richiesta per una delle seguenti causali:
1. riorganizzazione aziendale, nel limite di 24 mesi nel quinquennio mobile;
2. crisi aziendale, nel limite dei 12 mesi in un quinquennio mobile. Pur non essendo prevista l’autorizzazione della Cigs in caso di cessazione definitiva dell’attività, per gli anni 2016, 17 e 18 è stato stanziato un fondo per finanziare interventi di sostegno al reddito delle imprese che al termine della fase di crisi non potranno riprendere l’attività, qualora sussistano concrete prospettive di rapida cessione dell’azienda e di conseguente riassorbimento occupazionale.
3. contratto di solidarietà, per massimo 24 mesi in un quinquennio mobile, che possono diventare 36 se l’impresa non utilizza Cigo o altre causali di Cigs nel quinquennio. Il contratto di solidarietà diventa una causale della cassa integrazione straordinaria e alla sua disciplina vengono ricondotti gli aspetti della contribuzione addizionale e la prestazione. La riduzione media oraria sarà al massimo del 60% dell’orario dei lavoratori interessati; il singolo lavoratore non potrà essere sospeso dalla prestazione lavorativa per oltre il 70% dell’orario di lavoro dell’intero periodo per il quale il contratto di solidarietà è stipulato.


Altro principio che contraddistingue le nuove misure di sostegno al reddito è quello della condizionalità: i lavoratori beneficiari di una misura di sostegno al reddito e la cui sospensione è superiore al 50% dell’orario di lavoro nell’arco di un anno, saranno convocati dai centri per l’impiego per la stipula di un patto di servizio personalizzato, volto a offrire iniziative di formazione e riqualificazione.
Le nuove regole si applicano ai periodi di cassa integrazione richiesti dall’entrata in vigore del decreto (24 settembre 2015). Ai fini del calcolo del limite massimo di utilizzo degli strumenti, i periodi di cassa integrazione richiesti antecedentemente all’entrata in vigore del decreto, avranno una valenza per il periodo successivo a tale data.
Per tale ragione, i limiti di durata avranno efficacia soltanto dalla fine del 2017. La scadenza di presentazione della domanda di Cigs 30 giorni prima dell’avvio della sospensione, entra in vigore dal 1° novembre 2015.
Tutte le imprese con più di cinque dipendenti escluse dalle norme della cassa integrazione ordinaria e straordinaria saranno tenute a contribuire a un fondo di solidarietà finalizzato all’integrazione al reddito dei lavoratori in caso di crisi aziendale.
Le aziende che appartengono al settore nel quale esistono fondi bilaterali istituiti secondo quanto previsto dalla legge 92/2012, proseguiranno nel versamento al fondo, che sarà adeguato a quanto previsto dal decreto attuativo del Jobs Act.
La prestazione di questi fondi dovrà rispettare le caratteristiche fissate dal decreto: durata non inferiore a 13 settimane in un biennio mobile e non superiore alle durate massime previste per la Cigo e la Cigs.
Le imprese escluse dalla normativa Cigo e Cigs e non appartenenti a un settore nel quale operi un fondo di solidarietà bilaterale, che occupi più di cinque dipendenti, versa il proprio contributo e richiede le prestazioni al Fondo di Integrazione Salariale (FIS) istituito presso l’INPS. L’aliquota di tale fondo è definita nella misura dello 0,45%, della retribuzione che diventa dello 0,65% per le imprese oltre i 15 dipendenti, dal 2016.

Assegno di solidarietà

La prestazione erogata dai fondi è rappresentata dall’assegno di solidarietà, ovvero un’integrazione salariale che può essere erogata per un periodo di dodici mesi in un biennio mobile; per accedere all’assegno le aziende devono sottoscrivere un accordo di sindacale con e le OO.SS. comparativamente più rappresentative, stabilendo una riduzione dell’orario di lavoro, per evitare o ridurre le eccedenze di personale, o di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo.
Per le aziende con più di quindici dipendenti, il FIS garantisce l’ulteriore prestazione consistente nell’assegno ordinario, per massimo 26 settimane in un biennio mobile, in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa previste dalla normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie e straordinarie.
I fondi di solidarietà alternativi presenti nei settori della somministrazione di lavoro e dell’artigianato dovranno erogare almeno una prestazione tra l’assegno ordinario per 13 settimane nel biennio o l’assegno di solidarietà per 26 settimane nel biennio, prevedendo un’aliquota di contribuzione al fondo dello 0,45% (diviso tra azienda e lavoratore secondo un accordo lasciato alle parti sociali).
Oltre ai due assegni, tali fondi così come i fondi di solidarietà bilaterali, possono inoltre erogare prestazioni integrative rispetto alle prestazioni di disoccupazione, oppure nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo dei lavoratori prossimi all’età di pensionamento.